Statuto

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE

PIEMONTE

 

ARTICOLO 1

(Costituzione – Natura)

 

          L’Associazione Regionale A.G.C.I. Piemonte è l’articolazione territoriale regionale della Associazione Generale delle Cooperative Italiane - A.G.C.I. riconosciuta giuridicamente ai sensi del D.L.C.P.S. 14.12.1947, N° 1577.

          Essa è costituita, ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto Nazionale, dagli enti iscritti aventi sede nella Regione.

          Fino al riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’art. 12 del Codice Civile, essa ha natura di Associazione non riconosciuta ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 36 e seguenti del Codice Civile.

          L’ordinamento e l’amministrazione dell’Associazione regionale A.G.C.I. Piemonte sono regolati dal presente Statuto.

          L’Associazione regionale Piemonte dell’A.G.C.I., nel rispetto dell’art. 11 dello Statuto nazionale, ha autonomia amministrativa ed economica, ha propria amministrazione con autonomia patrimoniale e risponde con il suo patrimonio delle obbligazioni assunte.

 

ARTICOLO  2

(Finalita’)

 

          L’Associazione Regionale Piemonte dell’A.G.C.I., nell’ambito del territorio regionale, si propone di:

  • esercitare le funzioni previste dall’art. 9 dello Statuto dell’Associazione nazionale, dalle deliberazioni degli organi direttivi nazionali dell’AGCI, dal presente Statuto ed ogni altra funzione derivante da leggi, regolamenti ed atti delle pubbliche istituzioni regionali;
  • promuovere lo sviluppo del movimento cooperativo in armonia con le moderne esigenze della cooperazione e con gli interessi generali dell’economia nazionale;
  • diffondere e sviluppare la coscienza cooperativa promuovendo e favorendo la formazione culturale, tecnica e professionale dei cooperatori;
  • esercitare la rappresentanza, l’assistenza e la tutela morale ed economica degli enti cooperativi iscritti nei rapporti con le istituzioni regionali e locali;
  • proporre agli organi pubblici regionali le riforme e l’adeguamento della legislazione sulla cooperazione;
  • esercitare l’attività di coordinamento, di indirizzo delle politiche e delle attività delle Associazioni territoriali e di settore operanti nella regione;
  • assistere gli enti aderenti nello svolgimento delle loro attività, favorendo e promuovendo il loro inserimento nell’ambito dell’economia regionale e nazionale;
  • intervenire nella stipulazione di patti di lavoro regionali con le organizzazioni sindacali competenti e assistere gli enti aderenti nella composizione di eventuali vertenze di lavoro;
  • intervenire, a richiesta degli interessati, per risolvere eventuali vertenze tra gli enti associati e le Associazioni territoriali, dandone notizia all’AGCI nazionale;
  • esercitare l’attività di informazione in favore degli enti associati, a mezzo stampa, o con ogni altro idoneo strumento, sia direttamente che tramite terzi;
  • promuovere lo sviluppo di rapporti di collaborazione economica, commerciale, finanziaria e culturale tra gli enti cooperativi aderenti, le diverse organizzazioni cooperative italiane e quelle aderenti all’Alleanza Cooperativa Internazionale (ACI);
  • coordinare l’attività degli enti associati anche promuovendo la costituzione di organismi settoriali ed intersettoriali che possono operare in Italia e all’estero;
  • svolgere qualsiasi altra attività utile alle cooperative associate ed al movimento cooperativo;
  • designare propri rappresentanti in enti nazionali o regionali, nei quali sia ammessa o richiesta la rappresentanza del movimento cooperativo associato della Regione Piemonte, fatta salva la competenza degli organi nazionali prevista dallo Statuto nazionale A.G.C.I.;
  • esprimere pareri motivati sulle domande di adesione degli enti cooperativi;
  • qualificare i quadri dirigenti degli enti cooperativi, delle strutture territoriali dell’A.G.C.I., dei giovani. A tal fine, organizza e gestisce, anche con il concorso finanziario statale o parziale della pubblica amministrazione, corsi di istruzione, seminari e conferenze per la formazione e qualificazione tecnico-professionale;
  • promuovere l’attività di assistenza legale, fiscale, economica ed aziendale in favore degli enti associati;
  • promuovere direttamente, nei casi previsti dalla legge o attraverso proprie strutture operative, la costituzione e/o la partecipazione a società di capitali, anche finanziarie, a consorzi nazionali per compiere operazioni
  • mobiliari, immobiliari, finanziarie e commerciali e quanto altro necessario ai fini dello sviluppo del movimento cooperativo nella Regione Piemonte;
  • esercitare, nell’ambito delle direttive dell’Associazione, l’attività revisionale sugli enti cooperativi iscritti ai sensi della vigente normativa in materia;
  • promuovere ed attuare iniziative d’indirizzo economico, creditizio e sociale nell’interesse degli enti associati;
  • assistere gli enti associati ai fini dei rapporti commerciali e dell’allargamento dei mercati.

 

ARTICOLO 3

(Organizzazione Territoriale E Settoriale)

 

L’Associazione regionale si organizza, in conformità ai compiti di cui all’art. 2 del presente statuto, secondo le deliberazioni dei propri organi, sempre nell’ambito di quanto previsto dallo Statuto nazionale dell’AGCI, dal suo regolamento e dalle deliberazioni degli Organi nazionali dell’AGCI.

          Essa esercita la propria attività nell’ambito regionale anche attraverso le Associazioni provinciali ed interprovinciali, che hanno l’obbligo di osservare le norme del presente Statuto e le deliberazioni adottate dagli organismi regionali.

          Le Associazioni provinciali ed interprovinciali possono essere costituite qualora ne ricorrano i presupposti e siano state deliberate ai sensi dell’art. 7, 1° comma, dello Statuto nazionale.

Le Associazioni provinciali ed interprovinciali, in conformità con quanto previsto dallo Statuto nazionale AGCI, quali organizzazioni di base, collaborano con l’Associazione regionale per il collegamento con gli enti associati, al fine di impostare proficui rapporti.

Le Associazioni Provinciali ed Interprovinciali sono rappresentate dai rispettivi Presidenti e, fino al riconoscimento della personalità giuridica ai sensi dell’art. 12 del Codice Civile, hanno natura di Associazione non riconosciuta ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 36 e seguenti del Codice Civile.

          Le Associazioni periferiche hanno propria amministrazione con autonomia patrimoniale e rispondono con il loro patrimonio delle proprie obbligazioni.

          L’ordinamento e l’amministrazione sono regolati dagli statuti o regolamenti deliberati dalle rispettive assemblee.

          Tali disposizioni non possono essere contrarie alle norme del presente Statuto né a quelle dello Statuto e dei Regolamenti congressuali e generali dell’Associazione.

          L’Associazione regionale partecipa alle assemblee delle Associazioni provinciali ed interprovinciali attraverso un proprio rappresentante e ha diritto di esercitare il controllo sul funzionamento e sulla amministrazione delle Associazioni medesime.

          Il Consiglio Direttivo regionale, su iniziativa del Comitato di presidenza, può proporre agli organi nazionali, eventualmente previa sospensione, lo scioglimento degli organi collegiali delle Associazioni provinciali ed interprovinciali, secondo le modalità previste dall’art. 13 dello Statuto nazionale dell’AGCI, quando:

  • non svolgano la normale attività;
  • vengano meno all’osservanza di norme statutarie, di deliberazioni congressuali, di indirizzi espressi dagli organi centrali dell’AGCI;
  • rechino pregiudizio all’Associazione o al suo buon nome, con attività e comportamenti non consoni alle finalità che essa persegue.

 

ARTICOLO 4

(Associazioni Regionali di Settore)

 

L’Associazione regionale si organizza in Associazioni regionali di settore, secondo le esigenze stabilite su proposta del Consiglio direttivo regionale, previa autorizzazione della Presidenza Nazionale.

          Per le funzioni di settore a livello territoriale, in conformità con l’art. 15, comma 4, dello Statuto nazionale ed in relazione alla consistenza associativa, le cooperative di ciascun settore del territorio, di norma in coincidenza con il Congresso regionale, eleggono uno o più rappresentanti di settore che, svolgendo la funzione di riferimento delle cooperative medesime, partecipano di diritto all’Organo deliberativo dell’Associazione territoriale.

          Le Associazioni regionali di settore raggruppano gli enti cooperativi aderenti che esercitano una attività economica nel medesimo settore o in settori annessi e/o affini.

          Le Associazioni regionali di settore, secondo gli indirizzi del Comitato di presidenza, sono responsabili della specifica politica settoriale, della elaborazione ed attuazione della linea programmatica, della promozione e dello sviluppo del movimento cooperativo, dei rapporti con le altre centrali cooperative a livello settoriale, con le organizzazioni professionali, imprenditoriali e con le Istituzioni pubbliche.

          Esse hanno autonomia patrimoniale e giuridica e rispondono con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte.

          In caso di inefficienza e di gravi irregolarità degli organi direttivi, il consiglio direttivo regionale, su proposta del comitato di presidenza, potrà adottare provvedimenti di sospensione e proposte di scioglimento e a conseguente nomina di commissari.

          Le deliberazioni degli organi direttivi di settore sono sottoposte per l’efficacia al parere preventivo favorevole del comitato di presidenza regionale.

          L’ordinamento delle Associazioni regionali di settore, le cui norme non possono essere in contrasto con quelle degli Statuti nazionale e regionale, è deliberato dai rispettivi congressi regionali e sottoposto all’approvazione del consiglio direttivo dell’Associazione regionale.

 

ARTICOLO 5

(Enti Associati)

 

          Possono aderire all’Associazione regionale gli enti previsti dall’art. 3 dello Statuto nazionale, aventi sede nel territorio regionale e che accettino i principi, le disposizioni statutarie e gli indirizzi programmatici dell’Associazione.

          Per le domande di ammissione vale quanto disposto dall’art. 4 dello Statuto nazionale, e dall’art. 2 del presente Statuto.

 

ARTICOLO 6

(Obblighi E Diritti Degli Enti Associati)

 

          L’ente iscritto all’AGCI, oltre ad essere soggetto agli obblighi ed ai diritti stabiliti dagli artt. 3, 4 e 5 dello Statuto nazionale, è tenuto in particolare:

  • all’osservanza delle deliberazioni assunte dagli organi nazionali, regionali e territoriali dell’AGCI;
  • al versamento nella Cassa nazionale dell’AGCI della quota associativa e delle contribuzioni nella misura e con le modalità stabilite dagli Organi nazionali competenti;
  • al versamento delle contribuzioni alla Associazione regionale e territoriale nella misura e con le modalità stabilite dall’art. 11, comma 5, dello Statuto nazionale e deliberate dal Consiglio Generale su proposta degli organi direttivi regionali e territoriali;
  • all’invio dei bilanci annuali e delle relative relazioni, nonché degli atti che illustrino la vita dell’ente associato;
  • all’accettazione, secondo le norme in vigore, delle procedure e dei tempi fissati per le ispezioni ordinarie e per il pagamento del relativo contributo stabilito dai competenti Ministeri, con le modalità stabilite dall’A.G.C.I. Nazionale;

          L’Ente iscritto, a fronte dell’adempimento degli obblighi di cui al presente articolo, usufruisce dell’assistenza e tutela nell’ambito di quanto indicato all’art. 2 del presente Statuto.

          L’Ente iscritto può recedere dall’Associazione osservando le modalità previste dall’art. 5, comma 2, dello Statuto nazionale.

          Il Comitato di Presidenza dell’Associazione regionale può proporre alla Presidenza nazionale l’esclusione dall’Associazione di cooperative ed enti che non ottemperino agli obblighi statutari ed alle deliberazioni degli organi competenti, dandone comunicazione all’Associazione territoriale competente.

          L’Ente escluso può ricorrere entro 30 giorni dalla data di ricevimento della comunicazione del provvedimento al Collegio nazionale dei Probiviri, ai sensi e per gli effetti dell’art. 32 dello Statuto nazionale.

 

ARTICOLO 7

(Organi)

 

          Sono organi dell’Associazione regionale:

il        Congresso

il        Consiglio direttivo regionale

il        Comitato di Presidenza

il        Presidente

il        Collegio sindacale

 

ARTICOLO 8

(Il Congresso)

 

          Il Congresso è composto dai presidenti degli enti cooperativi aderenti, o loro delegati, ammessi secondo le modalità previste dallo Statuto nazionale dell’AGCI ed in conformità all’apposito regolamento congressuale.

          Il Congresso è convocato dal Consiglio direttivo regionale che ne approva l’ordine del giorno.

 

          Il Congresso:

  • approva i documenti congressuali;
  • determina l’indirizzo generale dell’attività dell’Associazione regionale;
  • elegge il Consiglio direttivo regionale, il presidente dell’Associazione regionale, il Collegio sindacale;
  • delibera le modifiche statutarie e lo scioglimento dell’Associazione regionale.

          Le deliberazioni relative alle modifiche statutarie debbono essere adottate con il voto favorevole della maggioranza del totale dei voti attribuiti ai delegati presenti purché in numero non inferiore ad un terzo dei voti attribuiti agli aventi diritto.

          In caso di scioglimento, occorre il voto favorevole di almeno tre quarti del totale dei voti attribuiti agli enti ammessi alla relativa assemblea, secondo quanto previsto dal regolamento congressuale.

 

ARTICOLO 9

(Convocazione E Costituzione Del Congresso)

 

          Il Congresso regionale si riunisce in via ordinaria ogni tre anni, alla data e nella località scelte dal Consiglio Direttivo regionale.

          Le adunanze sono valide, in prima convocazione, se sono presenti i delegati titolari della maggioranza dei voti attribuiti agli enti associati ammessi all’assemblea secondo il regolamento congressuale; in seconda convocazione, le adunanze sono valide qualunque sia il numero dei delegati presenti degli enti associati e dei voti loro attribuiti conformemente al regolamento congressuale, salvo il disposto del precedente art. 8 commi 4 e 5.

          Il Consiglio direttivo regionale convoca il congresso quando lo richieda con apposita domanda motivata almeno un terzo degli enti aderenti ed ogniqualvolta il Consiglio direttivo regionale lo deliberi.

 

ARTICOLO 10

(Modalita’ Congressuali)

 

          Ad ogni congresso dovrà essere presentata una relazione politico-programmatica a cura del Consiglio direttivo regionale.

                    Le relazioni e l’ordine del giorno saranno diramati agli enti aderenti almeno quindici giorni prima della data del congresso.

                    Non si potrà discutere e deliberare che su argomenti posti all’ordine del giorno.

          Gli associati potranno chiedere l’inserimento nell’ordine del giorno delle proposte che riterranno opportune, trasmettendole alla Presidenza regionale almeno quaranta giorni prima della data del Congresso.

                   Il Consiglio direttivo regionale dell’AGCI delibererà in merito.

 

ARTICOLO 11

(Voti Congressuali)

 

          I voti congressuali spettanti a ciascun ente associato vengono attribuiti secondo le norme del regolamento congressuale approvato dagli Organi nazionali dell’AGCI; dette norme si applicano per la elezione degli Organi previsti dallo Statuto.

 

ARTICOLO 12

          (Il Consiglio Direttivo Regionale)

 

L’elezione dei componenti il Consiglio Regionale da parte del Congresso avviene, di regola, su presentazione di liste ed applicazione del criterio proporzionale in ragione dei voti dalle stesse liste conseguiti secondo le modalità del Regolamento Congressuale.

per il 70 per cento è costituito da presidenti degli enti cooperativi o da loro delegati;

per il 30 per cento da dirigenti tecnici ed amministrativi delle imprese cooperative, ovvero da personalità di rilievo del mondo economico, sociale e culturale vicine al mondo cooperativo;

dai Responsabili regionali di settore come previsto dall’art. 4 del presente Statuto;

dal Presidente.

          Il Consiglio direttivo regionale, da un congresso all’altro, provvede anche alla sostituzione dei membri del Comitato di presidenza regionale e del comitato di presidenza delle Associazioni territoriali che vengono a mancare per dimissioni, decadenza o altra causa.

Il Consiglio Generale si riunisce ordinariamente almeno due volte all’anno ed ogni qualvolta la Presidenza Regionale lo ritenga opportuno.

 

          Il Consiglio direttivo regionale:

  • formula l’indirizzo programmatico dell’Associazione e ne verifica annualmente l’attuazione;
  • convoca il Congresso regionale, sia in sessione ordinaria che straordinaria, stabilendone l’ordine del giorno, la data e la sede;
  • esprime annualmente un parere sul documento consuntivo e programmatico predisposto dal Comitato di Presidenza;
  • approva i bilanci preventivi e consuntivi dell’Associazione regionale predisposti dal Comitato di presidenza;
  • stabilisce la politica contributiva degli associati secondo gli indirizzi dell’Associazione nazionale;
  • nomina il Presidente e uno o più Vice-Presidenti dell’Associazione regionale;
  • elegge i membri del Consiglio di Presidenza esercita il controllo sull’attività del Comitato di Presidenza;
  • approva i regolamenti di attuazione del presente Statuto;
  • delibera l’indennità di carica del Presidente o dei Vice-Presidenti, nonché degli altri consiglieri che rivestono cariche particolari;
  • disporre l’eventuale apertura di uffici provinciali e di nominare il responsabile;
  • deliberare le proposte di modifica dello Statuto da sottoporre al Congresso Regionale;
  • può deliberare la nomina del Presidente Onorario dell’Associazione Regionale.

          L’organizzazione dei lavori dell’assemblea, le modalità di votazione e la propria configurazione organizzativa saranno determinati con apposito regolamento che l’organismo è chiamato a deliberare.

          I componenti durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

 

          Il Comitato di Presidenza:

Il Comitato di Presidenza è composta dal Presidente dell’Associazione Regionale e da 2 a 5 membri compreso 1 o 2 Vice Presidenti.

Questi ultimi cessano dal loro incarico per dimissioni, revoca da parte del Consiglio Regionale o con la scadenza del mandato. I membri eletti del Comitato di Presidenza regionale decadono dal Consiglio Direttivo Regionale, che può provvedere a sostituirli mediante cooptazione.

Gli stessi membri sono invitati permanenti ai lavori del Consiglio Direttivo Regionale.

I componenti durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

  • elabora i programmi da sottoporre all’approvazione del Consiglio direttivo regionale;
  • compie gli atti di amministrazione ordinaria e di gestione nonché d’esecuzione ai deliberati del Consiglio regionale;
  • nomina i rappresentanti dell’Associazione negli organismi in cui è chiamata a partecipare;
  • assume i dipendenti e ne fissa le mansioni ed i livelli retributivi;
  • nomina il direttore regionale che partecipa di diritto, con voto consultivo, al Comitato medesimo, in conformità delle indicazioni dei preventivi approvati dal Direttivo regionale;
  • nomina se previsto il direttore del periodico dell’Associazione;
  • esprime motivati pareri sulla adesione e l’esclusione degli enti cooperativi;
  • delibera in caso di urgenza nelle materie di competenza del Consiglio Direttivo regionale, sottoponendo le deliberazioni allo steso organo per la ratifica nella sua prima riunione.

          Il Comitato è convocato dal Presidente a mezzo di avviso scritto inviato almeno 8 giorni prima della data fissata per la riunione o a mezzo telegramma in casi di urgenza, inviati almeno 48 ore prima della riunione.Le sedute del Comitato di presidenza sono valide con la presenza del presidente o del vice presidente e di almeno la metà dei componenti.

          Esso delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

 

ARTICOLO 14

(Il Presidente)

 

          Il Presidente rappresenta l'Associazione, ha la firma sociale, convoca e presiede il Consiglio Direttivo Regionale ed il Comitato di Presidenza. Egli firma gli atti ufficiali dell'Associazione ed ha facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l'Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria in qualunque sede e grado di giurisdizione.

Il Presidente può delegare determinate funzioni, in via temporanea o permanente, ai membri del Comitato di Presidenza regionale. In caso di impedimento o assenza del Presidente le sue funzioni sono assunte dal Vice Presidente Vicario.

In caso di dimissioni, revoca o cessazione del Presidente, il Vice Presidente Vicario convoca il Comitato di Presidenza ed entro 30 giorni il Consiglio Regionale, per l’elezione del nuovo Presidente.

PRESIDENTE ONORARIO

          Il Presidente onorario ha funzioni consultive e rappresentative; partecipa di diritto, con voto consultivo, al Comitato di Presidenza e direttivo. E’ nominato dal Consiglio direttivo Regionale.

 

ARTICOLO 15

(Decadenza)

 

          I componenti degli organismi direttivi previsti dal presente Statuto, che risultino ingiustificatamente assenti per tre sedute consecutive alle riunioni degli organi medesimi, decadono automaticamente dalle cariche ricoperte.

 

ARTICOLO 16

(Collegio Sindacale)

 

          Il Collegio sindacale è composto da tre membri effettivi e da due supplenti nominati dal Congresso: essi durano in carica tre anni e sono rieleggibili.

          Il Collegio sindacale elegge nel suo seno il proprio Presidente.

Nel caso di dimissioni, decadenza o revoca del mandato al Presidente decade l’intero Collegio Sindacale e viene ricomposto dal Consiglio Direttivo Regionale.

Nel caso, invece, di dimissioni, decadenza o revoca del mandato (deliberato Consiglio Direttivo Regionale) di uno dei membri del Collegio, quest’ultimo viene sostituito dal Consiglio Direttivo Regionale.

Spetta al Collegio sindacale il controllo della gestione amministrativa e contabile dell’Associazione, curando l’osservanza del presente statuto, dei regolamenti nonché delle deliberazioni del Consiglio Direttivo Regionale e di tutti gli organi dell’Associazione Regionale.

 Il Collegio sindacale svolge anche funzioni di Collegio dei Probiviri per le questioni e controversie non riservate alla competenza del Collegio dei Probiviri nazionale.

          Il Collegio sindacale predispone la relazione al bilancio consuntivo.

 

 

ARTICOLO 17

(Patrimonio Sociale – Amministrazione – Bilanci)

 

Il patrimonio sociale dell’Associazione è formato:

  • dai beni mobili ed immobili e dai valori per acquisti, lasciti, donazioni e per qualsiasi altro titolo, che vengano in proprietà dell’Associazione;
  • dalle somme accantonate per qualsiasi scopo fino a che non siano erogate.

I beni costituenti il patrimonio dell’Associazione devono essere annotati in un apposito registro e rilevati in inventario da allegare al bilancio.

 

ARTICOLO 18

(Entrate)

 

          Le entrate sono costituite da:

  1. contributi deliberati dal Consiglio direttivo regionale e approvati dai competenti Organi nazionali;
    1. interessi attivi e altre rendite patrimoniali;
    2. somme incassate per atti di liberalità;
    3. contributi e sussidi erogati da organismi pubblici e privati;
    4. introiti per abbonamenti a periodici e riviste editi dall’Associazione Regionale;
    5. compensi relativi alle inserzioni sulle pubblicazioni dell’Associazione Regionale
    6. ogni altro cespite.

2)   Le quote associative ed i contributi di cui alla lettera a) del comma 1 sono intrasmissibili ad eccezione dei dei trasferimenti a causa di morte e non sono rivalutabili.

 

 

ARTICOLO 19

(Esercizio Finanziario)

 

L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ciascun anno.

 

ARTICOLO 20

(Bilanci)

         

     E’ fatto divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di

gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

          E’ fatto obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie.

Entro il 30 marzo di ogni anno il Comitato di presidenza trasmette al Collegio sindacale, per le determinazioni di competenza, lo schema di bilancio consuntivo dell’esercizio decorso e la relativa relazione.

Il Comitato di presidenza predispone altresì entro il 30 novembre il bilancio di previsione relativo all’anno successivo e lo sottopone all’approvazione del consiglio direttivo regionale.

 

 

ARTICOLO 21

(Scioglimento Dell’associazione Regionale)

In caso di scioglimento dell’Associazione regionale, il Congresso nominerà almeno tre liquidatori determinandone i poteri.

E’ fatto obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di scioglimento per qualsiasi causa, ad altra associazione con finalità analoghe e/o al Fondo Mutualistico di cui agli art. 11 e 12 della L. 59*1992, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.03, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge;

         

ARTICOLO 22

(Norme Transitorie)

 

Il presente Statuto entra immediatamente in vigore e di conseguenza le sue norme si applicano per lo svolgimento della sessione congressuale ordinaria immediatamente successiva a quella di approvazione dello Statuto stesso.

Eventuali modifiche richieste dalla Presidenza nazionale di AGCI dovranno essere apportate dal Consiglio Direttivo regionale.